1. Riconoscere il proprio capello
Prima di scegliere qualsiasi prodotto conviene rispondere a tre domande: com’è la cute, quanto è spesso il singolo capello e quanto è poroso. Sono tre caratteristiche indipendenti: si possono avere capelli fini e porosi con cute grassa, oppure capelli spessi e poco porosi con cute secca.
La cute
Il modo più semplice per capirla è osservarla il secondo giorno dopo lo shampoo, senza prodotti styling. Se le radici sono già lucide e appiccicose, la cute tende al grasso. Se prude, tira o compaiono piccole squame bianche e secche, è sensibile o disidratata. Se a 48 ore è ancora tutto in ordine, sei fortunata: la cute è equilibrata.
Lo spessore
Prendi un capello caduto e rotolalo tra pollice e indice. Se quasi non lo senti è fine, se lo senti come un filo da cucito è medio, se è ruvido e rigido è spesso. I capelli fini si appesantiscono facilmente e preferiscono texture fluide; quelli spessi sopportano bene burri e oli.
La porosità
Indica quanto velocemente il capello assorbe e perde acqua. I capelli molto porosi, spesso ricci o trattati chimicamente, si bagnano in un attimo e si asciugano altrettanto in fretta, diventando crespi. I capelli poco porosi impiegano molto a bagnarsi e i prodotti tendono a restare in superficie. Il test del bicchiere d’acqua che circola online è poco affidabile: meglio osservare quanto tempo ci mettono ad asciugare all’aria.
2. Lavare la cute, non le punte
Lo shampoo serve a togliere sebo, smog e residui di prodotto dal cuoio capelluto. Le lunghezze si puliscono da sole con la schiuma che scivola durante il risciacquo: strofinarle crea nodi e apre le cuticole.
- Bagna bene i capelli con acqua tiepida per almeno un minuto: lo shampoo lavora meglio e ne serve meno.
- Diluisci una noce di prodotto tra le mani con un po’ d’acqua e distribuiscila sulla cute, sezione per sezione.
- Massaggia con i polpastrelli, mai con le unghie, per 60 secondi.
- Risciacqua a lungo. Se usi molti prodotti styling o hai capelli molto lunghi fai un secondo passaggio, solo sulle radici.
- Strizza i capelli e applica il balsamo dalle orecchie in giù.
Ogni quanto lavarli? Quando servono. Non esiste un numero giusto per tutti: chi ha la cute grassa può lavarli ogni giorno con uno shampoo delicato, chi ha ricci secchi può aspettare quattro o cinque giorni. Quello che conta è che la cute non resti irritata o appiccicosa.
Milano, come gran parte della Lombardia, ha acqua dura: il calcare si deposita sui capelli e li rende opachi e ruvidi. Un risciacquo finale con un cucchiaio di aceto di mele in un litro d’acqua, una volta a settimana, aiuta a rimuoverlo.
3. Ricci che durano

I ricci si sfaldano al secondo giorno per tre motivi principali: perdono idratazione, vengono sfregati durante la notte e sono stati asciugati con un asciugamano di spugna. Intervenire su tutti e tre insieme cambia il risultato più di qualsiasi singolo prodotto.
Idratazione
Il riccio ha la cuticola sollevata nei punti di curvatura, quindi perde acqua più velocemente. Una maschera ricca una volta a settimana, lasciata in posa 15–20 minuti sotto un turbante caldo, ricostituisce la riserva. Nei giorni di lavaggio basta un balsamo; i ricci molto secchi possono tenerne un velo come leave-in.
Applicazione dello styling
Il prodotto va messo su capelli molto bagnati, quasi gocciolanti. Con il metodo “praying hands” si fa scivolare la crema tra i palmi uniti lungo la ciocca, poi si accartoccia il riccio verso la radice. Più acqua c’è nei capelli, più il riccio si forma in modo uniforme.
Notte e secondo giorno
Raccogli i capelli in alto, morbidamente, con uno scrunchie in seta e dormi su una federa liscia. Al mattino basta vaporizzare un po’ d’acqua e rimodellare con le mani. Evita la spazzola sui ricci asciutti: separa le spirali e crea volume crespo.
4. Asciugare senza danni
Il capello bagnato è più elastico e fragile: è il momento in cui si spezza più facilmente. I danni da asciugatura dipendono meno dal phon in sé e più da come lo usiamo.
- Togli l’acqua prima del calore. Un turbante in microfibra per 10–20 minuti assorbe gran parte dell’acqua e dimezza il tempo di phon.
- Proteggi sempre. Uno spray termoprotettore forma una pellicola che rallenta l’evaporazione dell’acqua interna al capello.
- Temperatura media, distanza giusta. Tieni il phon ad almeno 15 cm e usa la temperatura media: la massima serve solo per fissare la piega alla fine.
- Getto dall’alto verso il basso. Seguire la direzione delle cuticole le mantiene chiuse e i capelli più lucidi.
- Piastra sotto i 200 °C. Su capelli fini o decolorati bastano 160–180 °C, un solo passaggio per ciocca.

5. Capelli corti e barba
Con i capelli corti la cute è più esposta: sole, vento e casco fanno la differenza. Lo stesso vale per la pelle sotto la barba, che spesso prude nelle prime settimane di crescita.
Per i capelli corti consigliamo uno shampoo delicato anche se lavato ogni giorno, e un prodotto styling leggero che si rimuova senza strofinare: lo spray al sale marino dà texture opaca, una crema dà controllo e un po’ di lucentezza. Applica sempre poco prodotto, partendo dalla nuca e salendo verso la fronte.
Se la cute prude dopo il taglio, spesso la causa sono i capelli tagliati rimasti sul collo e la pelle irritata dal rasoio: un risciacquo accurato e qualche goccia di siero lenitivo sulla cute aiutano. Se il prurito dura più di due settimane, è il caso di sentire un dermatologo.
6. Leggere un INCI
L’INCI è la lista degli ingredienti, obbligatoria per legge in Unione Europea (Regolamento CE 1223/2009). Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione fino all’1%; sotto quella soglia possono comparire in qualsiasi ordine.
| Cosa cerchi | Come appare nell’INCI | Perché conta |
|---|---|---|
| Tensioattivi delicati | Coco-glucoside, Decyl glucoside, Sodium cocoyl isethionate | Lavano senza seccare la cute |
| Tensioattivi forti | Sodium lauryl sulfate, Sodium laureth sulfate | Molta schiuma, possono irritare le cuti sensibili |
| Umettanti | Glycerin, Panthenol, Aloe barbadensis leaf juice | Richiamano e trattengono l’acqua |
| Emollienti | Butyrospermum parkii butter, Argania spinosa kernel oil | Ammorbidiscono e chiudono la cuticola |
| Siliconi non idrosolubili | Dimethicone, Amodimethicone | Lucidano subito ma si accumulano con lavaggi delicati |
Diffida dei prodotti che dichiarano un ingrediente “miracoloso” in grande sulla confezione e lo nascondono in fondo all’INCI, dopo il profumo: significa che ce n’è pochissimo. Per questo sulle nostre etichette trovi la percentuale degli attivi principali.
7. Glossario
- Cuticola
- Lo strato esterno del capello, fatto di scaglie sovrapposte. Chiusa riflette la luce, aperta rende il capello opaco e crespo.
- Co-wash
- Lavaggio con un balsamo detergente al posto dello shampoo, usato soprattutto sui ricci molto secchi.
- Leave-in
- Prodotto che non si risciacqua, da lasciare sui capelli dopo il lavaggio.
- PAO
- Period After Opening: il simbolo del barattolo aperto con “12M” indica che il prodotto va usato entro 12 mesi dall’apertura.
- pH
- Misura di acidità. Cute e capelli stanno meglio con prodotti leggermente acidi, tra 4,5 e 5,5.
- Sebo
- Il grasso naturale prodotto dalla cute. Protegge e lubrifica, ma in eccesso appesantisce le radici.
- Plopping
- Tecnica per ricci: si avvolgono i capelli bagnati in una maglietta di cotone o in microfibra per 10–20 minuti.
- Termoprotettore
- Prodotto che riduce i danni del calore di phon, piastra e ferro arricciacapelli.
