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La guida

Quello che diciamo al banco, messo per iscritto

Sei capitoli brevi su cute, lunghezze, ricci, asciugatura, capelli corti e ingredienti. Li aggiorniamo quando cambiamo idea, e capita.

Materie prime per la cura dei capelli disposte su un tavolo di legno

1. Riconoscere il proprio capello

Prima di scegliere qualsiasi prodotto conviene rispondere a tre domande: com’è la cute, quanto è spesso il singolo capello e quanto è poroso. Sono tre caratteristiche indipendenti: si possono avere capelli fini e porosi con cute grassa, oppure capelli spessi e poco porosi con cute secca.

La cute

Il modo più semplice per capirla è osservarla il secondo giorno dopo lo shampoo, senza prodotti styling. Se le radici sono già lucide e appiccicose, la cute tende al grasso. Se prude, tira o compaiono piccole squame bianche e secche, è sensibile o disidratata. Se a 48 ore è ancora tutto in ordine, sei fortunata: la cute è equilibrata.

Lo spessore

Prendi un capello caduto e rotolalo tra pollice e indice. Se quasi non lo senti è fine, se lo senti come un filo da cucito è medio, se è ruvido e rigido è spesso. I capelli fini si appesantiscono facilmente e preferiscono texture fluide; quelli spessi sopportano bene burri e oli.

La porosità

Indica quanto velocemente il capello assorbe e perde acqua. I capelli molto porosi, spesso ricci o trattati chimicamente, si bagnano in un attimo e si asciugano altrettanto in fretta, diventando crespi. I capelli poco porosi impiegano molto a bagnarsi e i prodotti tendono a restare in superficie. Il test del bicchiere d’acqua che circola online è poco affidabile: meglio osservare quanto tempo ci mettono ad asciugare all’aria.

In pratica: scegli lo shampoo in base alla cute, balsamo e maschera in base a spessore e porosità. È la regola da cui partiamo in ogni consulenza.

2. Lavare la cute, non le punte

Lo shampoo serve a togliere sebo, smog e residui di prodotto dal cuoio capelluto. Le lunghezze si puliscono da sole con la schiuma che scivola durante il risciacquo: strofinarle crea nodi e apre le cuticole.

  1. Bagna bene i capelli con acqua tiepida per almeno un minuto: lo shampoo lavora meglio e ne serve meno.
  2. Diluisci una noce di prodotto tra le mani con un po’ d’acqua e distribuiscila sulla cute, sezione per sezione.
  3. Massaggia con i polpastrelli, mai con le unghie, per 60 secondi.
  4. Risciacqua a lungo. Se usi molti prodotti styling o hai capelli molto lunghi fai un secondo passaggio, solo sulle radici.
  5. Strizza i capelli e applica il balsamo dalle orecchie in giù.

Ogni quanto lavarli? Quando servono. Non esiste un numero giusto per tutti: chi ha la cute grassa può lavarli ogni giorno con uno shampoo delicato, chi ha ricci secchi può aspettare quattro o cinque giorni. Quello che conta è che la cute non resti irritata o appiccicosa.

Milano, come gran parte della Lombardia, ha acqua dura: il calcare si deposita sui capelli e li rende opachi e ruvidi. Un risciacquo finale con un cucchiaio di aceto di mele in un litro d’acqua, una volta a settimana, aiuta a rimuoverlo.

3. Ricci che durano

Ragazza con ricci voluminosi che li modella con le mani davanti allo specchio del bagno

I ricci si sfaldano al secondo giorno per tre motivi principali: perdono idratazione, vengono sfregati durante la notte e sono stati asciugati con un asciugamano di spugna. Intervenire su tutti e tre insieme cambia il risultato più di qualsiasi singolo prodotto.

Idratazione

Il riccio ha la cuticola sollevata nei punti di curvatura, quindi perde acqua più velocemente. Una maschera ricca una volta a settimana, lasciata in posa 15–20 minuti sotto un turbante caldo, ricostituisce la riserva. Nei giorni di lavaggio basta un balsamo; i ricci molto secchi possono tenerne un velo come leave-in.

Applicazione dello styling

Il prodotto va messo su capelli molto bagnati, quasi gocciolanti. Con il metodo “praying hands” si fa scivolare la crema tra i palmi uniti lungo la ciocca, poi si accartoccia il riccio verso la radice. Più acqua c’è nei capelli, più il riccio si forma in modo uniforme.

Notte e secondo giorno

Raccogli i capelli in alto, morbidamente, con uno scrunchie in seta e dormi su una federa liscia. Al mattino basta vaporizzare un po’ d’acqua e rimodellare con le mani. Evita la spazzola sui ricci asciutti: separa le spirali e crea volume crespo.

4. Asciugare senza danni

Il capello bagnato è più elastico e fragile: è il momento in cui si spezza più facilmente. I danni da asciugatura dipendono meno dal phon in sé e più da come lo usiamo.

  • Togli l’acqua prima del calore. Un turbante in microfibra per 10–20 minuti assorbe gran parte dell’acqua e dimezza il tempo di phon.
  • Proteggi sempre. Uno spray termoprotettore forma una pellicola che rallenta l’evaporazione dell’acqua interna al capello.
  • Temperatura media, distanza giusta. Tieni il phon ad almeno 15 cm e usa la temperatura media: la massima serve solo per fissare la piega alla fine.
  • Getto dall’alto verso il basso. Seguire la direzione delle cuticole le mantiene chiuse e i capelli più lucidi.
  • Piastra sotto i 200 °C. Su capelli fini o decolorati bastano 160–180 °C, un solo passaggio per ciocca.
Ragazza seduta sul letto che tampona i capelli bagnati con un asciugamano in microfibra

5. Capelli corti e barba

Con i capelli corti la cute è più esposta: sole, vento e casco fanno la differenza. Lo stesso vale per la pelle sotto la barba, che spesso prude nelle prime settimane di crescita.

Per i capelli corti consigliamo uno shampoo delicato anche se lavato ogni giorno, e un prodotto styling leggero che si rimuova senza strofinare: lo spray al sale marino dà texture opaca, una crema dà controllo e un po’ di lucentezza. Applica sempre poco prodotto, partendo dalla nuca e salendo verso la fronte.

Se la cute prude dopo il taglio, spesso la causa sono i capelli tagliati rimasti sul collo e la pelle irritata dal rasoio: un risciacquo accurato e qualche goccia di siero lenitivo sulla cute aiutano. Se il prurito dura più di due settimane, è il caso di sentire un dermatologo.

6. Leggere un INCI

L’INCI è la lista degli ingredienti, obbligatoria per legge in Unione Europea (Regolamento CE 1223/2009). Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione fino all’1%; sotto quella soglia possono comparire in qualsiasi ordine.

Cosa cerchiCome appare nell’INCIPerché conta
Tensioattivi delicatiCoco-glucoside, Decyl glucoside, Sodium cocoyl isethionateLavano senza seccare la cute
Tensioattivi fortiSodium lauryl sulfate, Sodium laureth sulfateMolta schiuma, possono irritare le cuti sensibili
UmettantiGlycerin, Panthenol, Aloe barbadensis leaf juiceRichiamano e trattengono l’acqua
EmollientiButyrospermum parkii butter, Argania spinosa kernel oilAmmorbidiscono e chiudono la cuticola
Siliconi non idrosolubiliDimethicone, AmodimethiconeLucidano subito ma si accumulano con lavaggi delicati

Diffida dei prodotti che dichiarano un ingrediente “miracoloso” in grande sulla confezione e lo nascondono in fondo all’INCI, dopo il profumo: significa che ce n’è pochissimo. Per questo sulle nostre etichette trovi la percentuale degli attivi principali.

7. Glossario

Cuticola
Lo strato esterno del capello, fatto di scaglie sovrapposte. Chiusa riflette la luce, aperta rende il capello opaco e crespo.
Co-wash
Lavaggio con un balsamo detergente al posto dello shampoo, usato soprattutto sui ricci molto secchi.
Leave-in
Prodotto che non si risciacqua, da lasciare sui capelli dopo il lavaggio.
PAO
Period After Opening: il simbolo del barattolo aperto con “12M” indica che il prodotto va usato entro 12 mesi dall’apertura.
pH
Misura di acidità. Cute e capelli stanno meglio con prodotti leggermente acidi, tra 4,5 e 5,5.
Sebo
Il grasso naturale prodotto dalla cute. Protegge e lubrifica, ma in eccesso appesantisce le radici.
Plopping
Tecnica per ricci: si avvolgono i capelli bagnati in una maglietta di cotone o in microfibra per 10–20 minuti.
Termoprotettore
Prodotto che riduce i danni del calore di phon, piastra e ferro arricciacapelli.

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